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L’amore ai tempi di Wall-E

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L’amore ai tempi di Wall-E

Messaggio Da Michael il Gio Ott 23, 2008 12:47 pm

L’amore ai tempi di Wall-E: recensione in anteprima

Un FILM che vi consiglio di vedere, non è la classica animazione ve lo assicuro!

Ott 17th, 2008 |Categoria: Animazione, Disney, Film 2008, Pixar, Recensioni, Visti un po' prima, Wall•E




Regia: Andrew Stanton
Cast: Sigourney Weaver, John Ratzenberger, Kathy Najimy, Fred Willard, Jeff Garlin, Kim Kopf, Garrett Palmer, Elisa Knight, Ben Burtt
Durata: 97 minuti
Anno: 2008

L’amore può essere un gesto, un suono, una parola. Può essere un profumo, un ricordo, una canzone. Tutto quello che è capace di metterti nel the right moood e che sappia quindi elevarti ad uno stato febbrile tanto da sentirti divino sulla terra, merita quindi il rispetto e la classificazione di messaggero, mediatore… se vogliamo di Cupido privato. Il nuovo capolavoro Pixar, Wall-E, è tutto questo.

Tra grattacieli di rifiuti che lui stesso erige, emulo dell’arte e della maestria umana, con la sola compagnia di un piccolo insetto, Wall-E (Waste Allocation Load Lifter Earth-Class) è da 700 anni che mantiene fede alla parola data, al patto stretto con gli esseri umani. Non importa che lui sia un robot programmato per ripulire la Terra dai disastri ambientali commessi dall’uomo, fuggito nel frattempo con la speranza di fare prima o poi ritorno. Perché non è quello che facciamo che ci qualifica, ma come lo facciamo.

Nei suoi 700 anni di solitudine e di lavoro incessante, Wall-E ha scoperto il gusto della sopravvivenza - tutti i suoi simili hanno cessato semplicemente di funzionare e da loro trae fonte inesauribile di pezzi di ricambio - e forgiato da una videocassetta di Hello Dolly - unico contatto con i suoi stessi creatori - impara cosa sia l’amore, la musica e la potenza di semplici gesti, come due mani che si sfiorano e si offrono riparo l’un l’altra.

Dal cielo verrà poi Eve, robot sonda elegante e sinuoso, che farà battere il cuore di Wall-E fatto di circuiti, fili elettrici e bulloni. E se lei ha una missione che ciecamente e fedelmente porterà avanti, lui saprà starle accanto in ogni momento, proprio come la sua evoluzione solitaria gli ha insegnato sia giusto fare.

Se spesso ci lamentiamo dei dialoghi poco profondi o banali che accompagnano momenti di cinema non altrettanto all’altezza del tempo che dedichiamo ad una singola pellicola, una standing ovation è da dedicare al regista Andrew Stanton, che per tre quarti d’ora buoni riesce ad incantarci con musiche, immagini e poesia che nulla hanno a che vedere con le parole, tanto che i due automi, ne pronunciano solo due in tutto questo lasso di tempo: i loro rispettivi nomi e “direttiva”, quella appunto cui sono stati assegnati dai loro creatori.




Celebre omaggio ai film muti di Buster Keaton o di Nosferatu, come è già, non a caso, stato detto, ma non mancano i raffronti con 2001 - Odissea nello spazio e il più ovvio Corto Circuito, di cui Wall-E è la fedele riproduzione animata.

I dialoghi arrivano quando ci sarà il contatto con gli umani, ormai del tutto asserviti all’uso delle macchine e senza di esse incapaci di muoversi, pensare, nutrirsi e via dicendo, assuefatti a secoli di fuga e dipendenza diventata ormai simbiotica, tanto da dettare un’involuzione della specie che tanto somiglia a quella degli invertebrati nei quali rischiano di trasformarsi.

Ma se le macchine hanno reso schiavi gli uomini delle comodità e degli agi, le stesse macchine saranno la scintilla capace di offrire nuovamente la speranza, vuoi come vita sulla Terra, vuoi con l’esempio di rettitudine e sacrificio che Wall-E incarna nell’atto supremo di proteggere Eve.

Capace di commuovere, di stregare, di strappare quell’applauso sincero, onesto e spontaneo che puerile parte dal cuore a mo di sfogo dopo i momenti di tensione. Sarà allo stesso modo capace di vincere l’ambito Oscar come miglior film che al momento merita ampiamente? Spero di sì e se ciò non dovesse essere, vorrei poter ammirare la pellicola che sappia strappargli di diritto e di merito il titolo di miglior film dell’anno.
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Michael
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