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Busachi (parte 1)

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Busachi (parte 1)

Messaggio Da Valentina il Mar Ott 21, 2008 6:20 pm

Tutti conosciamo le meraviglie della Sardegna, ma solo quelle "sponsorizzate" tramite i mezzi di comunicazione di massa... ma la Sardegna ha altri piccoli gioielli sconosciuti a tutti, o meglio quasi. Oggi ve ne presento uno: Busachi.

E' un centro di origini antiche, come dimostrano i numerosi reperti archeologici rinvenuti nel territorio: circa 70 domus de janas risalenti al Neolitico, numerosi nuraghi (Santa Marra, il Tadone, il Pranu nurache e Su liggiu) e molteplici altre testimonianze della frequentazione nuragica, come le tombe dei giganti nella zona di Su liggiu e i templi a pozzo (Sa' murasa).

Del periodo romano sono i resti di alcuni ponti sul Tirso (uno dei quali in località Bindinelli, detto Pont'ecciu, ormai sommerso dal nuovo invaso sul fiume e visibile solo in periodi di siccità) che illustrano con grande evidenza l'importanza strategica di quest'area per le comunicazioni.

In epoca medioevale Busachi fu capoluogo della curatoria del Barigadu nel giudicato di Arborea. Il 17 agosto del 1420 lo stesso giudicato, venne conquistato dalla Corona d'Aragona. Il sovrano cedette a Leonardo Cubello, governatore di Cagliari, vari paesi di Parte Valenza ed alcuni di Parte Barigadu. Busachi rivestiva in quel periodo un ruolo abbastanza importante e probabilmente per questa ragione venne riservato alla Corona. Nel 1520, dopo varie vicissitudini, il feudo Parte Barigadu venne diviso in due parti per volere dello stesso imperatore Carlo V: Barigadu 'e susu (la parte superiore), che andò a don Carlo d'Alagon, e Barigadu 'e iosso, che passò alla famiglia di Don Nicolò Torresani.
Verso il 1571, il Torresani, conte di Sedilo e marchese di Busachi, eresse una chiesa in onore della Beata Vergine delle Grazie detta "de collegiu" e contemporaneamente la chiesa di San Domenico detta "cunventu".

Sostanziali cambiamenti avvennero nell'Ottocento. Dopo vari passaggi di eredità Busachi entrò a far parte del marchesato posseduto da Donna Stefanina Ledà.

Con l'editto del 4 maggio 1807 divenne una delle 15 province sarde. Gran parte degli uffici avevano sede ad Oristano, mentre il deposito della fanteria, l'intendenza di finanza e un presidio di 25 cavalleggeri furono assegnati alla nuova provincia.
Solo nel 1974, con la legge n. 306 del 16 luglio, fu istituita la provincia di Oristano. Busachi fu uno dei 61 paesi che dalla provincia di Cagliari passarono a quella di Oristano.

Il suo nome deriva probabilmente dal fatto che nel suo territorio, adatto alla coltivazione del lino e dei cereali (grano, orzo), si allevavano e si usavano i buoi da lavoro. Un'altra ipotesi è quella che lo fa derivare da "Baxus - Buxaceus, cioè "bosso" oppure da "pisga" (collina o ciglione) in virtù della sua posizione.

Il paese è distinto in tre nuclei pricipali: "Busachi e susu", "Busachi e' iosso", "Campumaiore".
Il centro urbano è molto caratteristico, con le strade circondate da case e piccoli palazzi, tutti costruiti nella trachite locale, dal caratteristico colore rosso-rosato che assume sfumature particolarmente accese quando il sole lo illumina.
Molto suggestiva, in località Santa Susanna a circa 6 km dal paese, l'omonima chiesetta in stile gotico, consacrata nel 1349, antica parrocchiale del paese di Moddamene, di cui si conservano ancora i resti.


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